Deadvlei La Namibia é uno di quei rari posti sulla terra dove dietro ogni curva o dosso si nasconde uno scenario completamente diverso. L’unico comun denominatore di questo viaggio sono state le strade di ghiaia e polvere che permettono la circolazione; altrimenti si passa, a bocca aperta, tra distese di frasche verde pallido punteggiate da colline di sabbia rosso scuro a montagne color rosso fuoco punteggiate di giallo vivo, da canyon color cenere a enormi dune dorate, in un teorema di paesaggi brutali ed aridi ma al tempo stesso bellissimi e affascinanti, dove ogni giorno i veri padroni di quel territorio, gli animali selvatici, lottano per sopravvivere contro una natura dura e feroce quanto loro.

Un Sidewinder nel deserto del Namib Altrettanto estreme sono le temperature; noi l’abbiamo visitata d’inverno, in un Agosto pazzo per l’emisfero Nord quanto per quello Sud. Qui la notte é spesso gelata, con temperature vicine agli zero gradi, ma di giorno si sta bene, raramente sopra i 28; non fatevi spaventare, i loro 28 gradi con umidità zero non sono paragonabili ai nostri 24 al 100%. D’estate si viaggia sopra i 40 di giorno e comunque vicini allo zero di notte. Poi ci si chiede perché i leoni portino la pelliccia con quel caldo…

Estremo, dicevo, é il contesto più in generale. Centinaia di chilometri circondati da panorami mozzafiato ma altrimenti desolati e lontano da tutto, a guardarsi negli occhi con gli impala, contenti di far carovana con le altre tre macchine che compongono il nostro gruppo, perché se ti succede qualcosa di più che una semplice foratura, in quei posti ci si trova a ore di strada sotto al sole cocente dal primo insediamento urbano. Spesso non passa nessuno per parecchio, quando passa. Le rare macchine che passano per lo più ti sfrecciano via sollevando una lunga e spessa scia di polvere soffocante ed accecante.

Ma é un luogo, la Namibia, che ti rimane bene impresso nella mente. Per me é un ricordo prevalentemente visivo, fatto di lande immense dai colori e dalle forme più inaspettate, di improvvisi e sorprendenti avvistamenti di animali dove meno te li aspetteresti, pervaso di un non-odore per via della costante mancanza d’acquam, dove anche gli animali sono costretti a convivenze improbabili pur di bere. Eppure quest’anno ha piovuto troppo, al punto che la vegetazione ci si é presentata rigogliosa.

La surreale atmosfera della Skeleton Coast Il tutto immerso in un silenzio quasi irreale, che se ti fermi ad ascoltare il suono del silenzio, senti poco più che un battere d’ali degli uccelli tessitori, e per il resto vento. E tutto sommato fuori dalla tua tenda nel campo ti auguri di non sentirne altri, magari poco rassicuranti. E le notti sono fatte di un manto di stelle così fitto che quasi ti opprime, che ti fanno sentire meno di un atomo, al punto che devi distogliere lo sguardo perché sono troppe, altrimenti cadi all’indietro sopraffatto.

A Zonzo per la Namibia

La Namibia é enorme. E questo non é un particolare da poco perché i luoghi interessanti sono spesso lontani tra loro. E non fatevi ingannare dal chilometraggio apparentemente breve. Trecento chilometri in Italia sono una scampagnata, in Namibia ci vuole il suo tempo, tra piste di ghiaia e sabbia, che si snodano come un serpente bianco abbacinante lungo lande desolate dove non c’é nessuno per centinaia di chilometri. La Namibia ha una superficie di quasi tre volte l’Italia con una popolazione di circa due milioni e mezzo di anime, prevalentemente concentrata nelle tre “grandi” città, quali la capitale Windoek, il grande porto di Walvis Bay, la località turistica di Swakopmund e la ex capitale coloniale di Luderiz, facendone il secondo paese meno popolato del mondo. Per il resto sono piccoli agglomerati urbani nel mezzo del niente, isolati e solitari. Per non parlare delle fattorie sterminate nel nulla. E non ti sorprende che vi siano piccole comunità completamente autosufficenti, come a Terrace Bay, sulla Skeleton Coast.

Le strade della namibia Una foratura é assolutamente la norma su quelle strade, ed anzi quando si ritira la macchina le agenzie di noleggio mettono bene in chiaro che per le forature basta portare la ricevuta, ma se rompi la coppa o sfondi un semiasse devi risponderne tu. E che ci crediate meno, su quelle piste bianche abbacinanti bisogna guidare con attenzione. Non che siano un tappeto di chiodi, ma il pietrone dietro al dosso piuttosto che il sasso appuntito o la buca profonda sono sempre in agguato. Se siete i tipi che non sanno o non vogliono cambiare una gomma, allora é meglio optare per un tour su piccoli pulmini guidati dai locali. Che detto fra di noi è non è necessariamente meglio; i locali hanno fin troppa confidenza con quelle strade, e li abbiamo visti guidare ben oltre i limiti di velocità, che su quelle strade é molto consigliato rispettare; non sappiamo dire sulla manutenzione dei mezzi, ma possiamo immaginare. A dimostrazione di ciò, durante il nostro viaggio una comitiva di Italiani ha avuto un grave incidente, ma questa é un’altra storia.

La guida é a sinistra, come gli inglesi. A parte un breve periodo di adattamento poi diventa tutto naturale, anche se all’inizio, nella foga di cambiare velocemente, ho tirato un paio di polsate contro la portiera perché cercavo il cambio a destra, e ogni tanto salivo dal lato del passeggero e poi mi chiedevo dove fosse il volante. Devo dire che i primi tempi la prospettiva diversa fa sembrare che le macchine ti vengano addosso, ma il tutto dura pochissimo, poi ci si abitua. La patente internazionale sarebbe obbligatoria; io l’ho fatta più per scupolo che per necessità, peró nessuno ci ha mai chiesto niente. Casomai il problema potrebbero essere le assicurazioni, per cui come si dice, meglio prevenire…

L'alba tinge di colori incredibili il cielo all'Etosha Park Gli alberghi e i campi tendati sono tutti molto belli, a parte uno a Kamanjab che francamente era un pò claustrofobico e desueto. All’Etosha più che in Namibia sembrava di essere in un hotel di lusso a Dubai. Per il resto, tranne lo Swakopmund Hotel, abbiamo alloggiato in affascinanti campi tendati. E non mi vergogno a dire che quando sono entrato in quell’hotel, sporco ed impolverato, mi é venuta subito voglia di tornare in un campo tendato con le lanterne a petrolio.

La valuta locale, il dollaro namibiano, vale quanto un rand sudafricano. Infatti all’aeroporto, dove conviene cambiare se non prevedete di fermarvi in qualche grande città lungo il percorso, vi daranno prevalentemente rand, accettati quanto la valuta locale. Il cambio sarebbe circa 10 a 1 (dieci dollari uguale un euro) ma fanno un cambio da rapina, e c’é poco da scocciarsi, visto che quello dell’aeroporto é (a detta dei locali) quello migliore. Meglio cambiare solo quanto serve. Personalmente ho cambiato €800 per due persone e li ho finiti tutti, anche se qualche volta ho usato la carta di credito per le escursioni extra.

Impala all'ingresso dell'Etosha Park Il cibo é superlativo, a base di carne. Ci siamo fatti delle grigliate da competizione, a base di impala, tenerissima, ed anche struzzo, facocero, orice, kudu e gnu ed altri con nomi strani, snobbando completamente il prevedibile sapore della carne di manzo. E non storcete il naso se vi manca la pasta di mamma, perché i buffet sono ottimi. In realtà si mangia molto alla tedesca, con relativi orari; abbiamo quasi sempre mangiato a buffet, con prezzi tra i 19 e 22 euro a testa escluse le bevande, che però costano poco. Le colazioni sono abbondanti e permettono di saltare (più o meno) il pranzo. In realtà devo dire che le nostre giornate sono state talmente piene che avevo l’impressione di essere sempre seduto a tavola, perchè il tempo letteralmente volava.

Tutti i posti da noi visitati erano pulitissimi. Non ho notato insetti a parte dei fastidiosi tafani nel canyon di Sesriem, ma per il resto niente. Almeno in quel periodo i repellenti non servono (o quantomeno, io non li ho usati).

Il percorso…

Donne Himba Come detto abbiamo percorso il tutto in macchina. Il nostro gruppo era composto di sedici partecipanti divisi su quattro macchine, due Nissan X-trail e due pulmini Volkswagen da otto ma occupati da quattro. Di seguito trovate il dettaglio del percorso ed una personalissima valutazione sui vari hotel/campi tendati in cui abbiamo alloggiato.

Il viaggio é stato organizzato dalla EasyMoving di Novara.

Giorno 1 – Viaggio
Giorno 2 – Viaggio – Waterberg Plateu
Giorno 3 – Waterberg Plateu – Tsumeb – Etosha Park
Giorno 4 – Etosha Park
Giorno 5 – Etosha Park
Giorno 6 – Etosha – Kamanjab
Giorno 7 – Kamanjab – Khorixas
Giorno 8 – Khorixas – Terrace Bay ( Skeleton Coast )
Giorno 9 – Terrace Bay – Swakopmund
Giorno 10 – Swakopmund
Giorno 11 – Swakopmund
Giorno 12 – Swakopmund – Sesriem
Giorno 13 – Sossusvlei
Giorno 14 – Sesriem – Windhoek
Giorno 15 – Viaggio
Giorno 16 – Viaggio

Hotel
Waterberg, Waterberg Resort, Namibia Wildlife Resorts ( NWR ): Bellino, ma onestamente ci abbiamo giusto dormito e via andare
Etosha, Namutoni Rest Camp ( NWR ): WOW! Più che in Namibia sembrava di essere a Dubai.
Ethosa, Teleni Etosha Village: Molto particolare, Molto Bello, la Zebra domestica è la ciliegina sulla torta
Kamanjab, Oase Guest House: Bah, vecchio, sporco, claustrofobico, e sono pure un pò scortesi, ma c’era la fiera del bestiame….
Khorixas, Camp Xaragu: Tende vere, quelle senza luce con l’acqua scaldata a legna. Particolare e romantico, da provare
Skeleton Coast, Terrace Bay Resort Camp (NWR). Mah, però il posto è talmente isolato e talmente particolare che non si viene certo qui per l’hotel, e comunque i bungalow sono vista mare. Se non che il mare è sempre burrascoso.
Swakopmund, Swakopmund Hotel: molto bello, molto continentale, molto prevedibile.
Sesriem, Desert Camp: bello, romantico, a contatto con la savana.
Windoek, Safari Hotel: un casermone anonimo, pulito, ben tenuto e lussuoso.

Nei prossimi post vi racconterò quanto ho visto in quindici giorni, a Zonzo per la Namibia, in compagnia di Angela e dei nostri compagni di viaggio, Giuse e Dino, magnifici e soprendenti compagni di viaggio della macchina che ho guidato per 3500 km, ed anche Loretta e Lele, Veru, Danilo, Roberto e Laura, Gianluca e Federica, Silvano, Paola, Max e il nostro accompagnatore Riccardo. Un grazie a tutti per avermi sopportato ;)

Troverete qui tutte le foto, che verranno aggiornate man mano che pubblicherò nuove puntate.

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